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Spunti per una geopolitica riflessiva, nello specchio della Françafrique

Spesso, come afferma l’antropologo Clyde Kluckhohn, “il giro più lungo rappresenta la via più breve per tornare a casa”. Con questa espressione – come ha avuto modo di spiegarci l’antropologo Francesco Remotti in un’opera a cui il titolo di questo lavoro fa allusione2 – Kluckhon intende suggerire che la ricerca antropologica e il suo viaggio nell’esplorazione di contenuti “altri”, lontani, debbono prevedere un ritorno, debbono cioè non solo concludersi con un atto di restituzione, ma anche fornire strumenti nuovi e più adeguati perché si possa guardare il vicino, il “noi”, alla luce del percorso compiuto. Questo lavoro si propone di intraprendere uno di quei viaggi.

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