La globalizzazione è un fenomeno che coinvolge su diversi livelli l’umanità intera. Economia, politica, cultura e religione sono quei “luoghi sociali” in cui si possono notare delle “tracce” e delle “leggi” che rimandano a questo fenomeno. Questo articolo nasce da un interesse per questo fenomeno dettato dalla non possibilità, nella cultura attuale di definirlo. Perciò con questo articolo mi propongo di arrivare a qualche definizione, ad una comprensione graduale, attraverso un atteggiamento evangelico di riflessione di ascolto, e di proposta . Ci sono molti libri e articoli al riguardo e molti di essi fanno parte del fenomeno stesso poiché prodotti da uno dei tanti schieramenti a favore o contro la globalizzazione stessa. Vedo utile perciò una riflessione che aiuti ad una presa di coscienza del fenomeno.

Capitolo Primo

Le tracce della globalizzazione

Per traccia s’intende un fenomeno che fa riferimento a situazioni di gruppi sociali, economici, politici, culturali per cui si può affermare con sicurezza che li sia in atto un processo di globalizzazione o un orientamento verso di essa.

A Tracce culturali

– La contrapposizione tra culture.

– La contrapposizione tra valori e scienza.

– La cultura del consumismo

B Tracce Politiche

– Il conflitto sociale

– Il terrorismo

– La distanza della politica dalla realtà della gente comune.

C Tracce Economiche

– La contrapposizione tra paesi ricchi e paesi poveri, il loro “trend”: i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

– La contrapposizione tra Stati grandi numericamente e Stati piccoli, satelliti.

– 358 gruppi sociali ristretti pari allo 0,000059% della popolazione totale della terra possiedono il 70% della ricchezza globale.

D Tracce scientifiche

L’inquinamento della terra.

La scarsità delle risorse per tutti

La contrapposizione tra tecnicismo di una certa parte del mondo e l’impossibilità di raggiungere una tecnica competitiva dalla parte più svantaggiata.

Capitolo Secondo

Le leggi della globalizzazione

Per “leggi della globalizzazione ” intendo una o più situazioni o fenomeni che favoriscano lo sviluppo di questa dinamica sociale e ne sostengano una certa continuità nel tempo e nello spazio.

2.1 L’uniformità relativa

Per uniformità relativa s’intende un fenomeno per cui vengono proposti in determinati settori della vita sociale poche soluzioni possibili ad un problema. La conseguenza è che la scelta della persona o del gruppo sociale, che deve decidere, va a cadere su determinate categorie già predisposte. Si può semplificare questo concetto con il termine “gioco del gatto col topo”. Vengono proposti problemi e, di fronte, alcune soluzioni possibili già prestabilite. Non ci sono possibilità diverse da quelle proposte.Per uniformità relativa s’intende, anche, la disposizione di un gruppo dominante di fronte ad un gruppo dominato. Questa uniformità viene riscontrata nell’ambito del consumo, dell’utilizzo di questo o quel bene, nelle dittature “dal falso volto benevolo” in cui il dittatore fa credere di lasciare una possibilità di scelta ai suoi sudditi. Il termine uniformità indica una medesima comprensione della realtà, una medesima azione verso la realtà e questo è molto interessante per individuare il fenomeno della globalizzazione e le leggi che la regolano.

Ecco alcuni fenomeni che manifestano la presenza di una o più “leggi della globalizzazione “, in particolare quella dell’uniformità:

– Uniformità di pensiero: poche persone che pensano e tante persone che obbediscono e possono scegliere tra pensieri proposti “dall’alto”, “dai media”, “da qualcun altro”.

– Uniformità di politica: poche persone che governano il mondo. I cittadini scelgono tra coloro che vengono presentati per governare, senza conoscerli, senza sapere che cosa vogliono fare realmente.

– Uniformità di economia: pochi proprietari e tanti dipendenti a tempo determinato e molto spostabili. Poche grandi imprese che offrono tutto ciò che serve (secondo l’informazione che loro stessi provocano).

– Uniformità di consumo: Tutti desiderano determinati prodotti perché stimolati da quel programma Tv o da quella moda indotta dalla pubblicità.

– Uniformità di informazione: tutti devono conoscere le informazioni secondo diverse possibilità, ma le informazioni devono riguardare determinati temi e non altri.

– Uniformità di religione: tutte le religioni sono uguali e buone a patto che si conformino alla religione uniformata proposta dal consumismo, dalla tecnica e dalla scienza.

– Uniformità di cultura: tutte le culture sono buone a patto che non esprimano la loro verità culturale, le loro tradizioni, la loro natura sociale e aggregativa.

– Uniformità morale di supporto: esistono le norme morali e sono giuste e vere a patto che aiutino l’uomo a vivere nel sistema consumistico e produttivo attuale.

– Uniformità di giustizia: esiste una giustizia che fa osservare le leggi e promuove una cultura della legalità sempre di più affinché i cittadini, producano, consumino.

2.2 La de-personalizzazione dei rapporti sociali

Questo fenomeno fa intravedere una legge, perciò un meccanismo che indica il sorgere o l’essere già in atto del fenomeno della globalizzazione . La de-personalizzazione dei rapporti sociali consiste nel fatto che i rapporti sociali, all’interno di un fenomeno di globalizzazione , tendono a non essere riconoscibili. Il fenomeno della globalizzazione tende per sua natura a mascherare il rapporto interpersonale. I rapporti sociali, perciò, all’interno di un processo di globalizzazione , perdono la loro connotazione tradizionale.

2.2.1 La de-personalizzazione dei rapporti sociali primari

Definisco rapporti sociali primari quelli familiari, quelli che si svolgono tra cittadini di un medesimo stato, quelli che sono in atto tra persone che hanno la stessa fede, quelli che seguono il lavoro e l’economia. Li ritengo primari poiché fondano insieme la stabilità e l’armonia di una società. Lo sviluppo dell’antropologia culturale ci sta a dire quanto sia importante l’ equilibrio tra questi diversi ambiti L‘eccessiva prevalenza di uno rispetto agli altri causa squilibri e disuguaglianze, discordie e lotte. Il clima della globalizzazione favorisce il disgregarsi velocemente degli equilibri acquisiti. La famiglia subisce una graduale disgregazione e così anche gli altri rapporti che chiamo primari poiché costituiscono, stanno a fondamento, di ogni società umana. Vita famigliare e vita sociale sono strettamente collegate. Le analisi che pongo di seguito servono ad approfondire questo aspetto.

2.2.2 Autorità e responsabilità

In una società perfetta, ideale, il rapporto sociale di autorità e responsabilità presuppone che vi siano persone in relazione. Inoltre queste persone riconoscono un’autorità che deriva da una legittimazione sociale. Dell’autorità, se ne conosce l’esistenza, essa ha un volto riconoscibile. Nella società attuale il volto dell’autorità sta scomparendo in quanto è in atto una delega di responsabilità posta all’infinito, al gruppo, all’autorità precostituita che alla fine non è identificabile. Il vertice di comando, colui che regge il potere e determina con la sua volontà la volontà altrui, è un fatto e una legge umana naturale da sempre esistente. La giustificazione del potere ha avuto nella storia tante sfaccettature. Il cammino del potere nella storia vede dapprima il violento, il più forte, il cacciatore, come colui che ha la forza di dominare gli altri, più buoni e più tranquilli, dediti all’agricoltura e a godere del sorgere del sole e del suo tramonto. Vediamo poi comparire sulla scena della storia “la famiglia di potere” che trasmette il potere ai suoi discendenti e tutti sono d’accordo poiché è parte della tradizione di un clan, di un popolo. Poi viene il tempo del sapiente, del ricco, del sacerdote. Il potere ha una storia ben identificabile e ben riconoscibile esso ha da sempre mostrato il suo volto preciso e identificabile: re, dittatore, rivoluzionario.Nella società attuale esistono i vertici in ogni settore. Nell’impresa economica, nel mondo politico, vi sono ambiti in cui il potere è ben riconoscibile. Mentre esistono anche segni evidenti di un meccanismo del potere ormai nascosto, e perciò de-personalizzato, per cui si può dire che la globalizzazionein quel settore sia in atto.

2.2.3 Le nuove ideologie

Per ideologie intendo i sistemi di pensiero che hanno caratterizzato gli ultimi due secoli come i sistemi moderni del marxismo e del fascismo, la democrazia. Con il crollo delle ideologie sancito nel 1989, guarda caso due secoli dopo la rivoluzione francese, l’uomo contemporaneo ha perso dei punti di riferimento certi e sicuri. Prima erano le ideologie di sinistra o di destra a catalizzare gli interessi o il credo personale di ciascuno. L’età dei lumi si è conclusa nel buio totale. Gli schieramenti ideologici espressi nelle aggregazione intellettuali, di partiti, di società più o meno inserite e schierate l’una contro l’altra hanno decretato la fine di un epoca. Oggi gli schieramenti non ci sono più, le ceneri delle ideologie si stanno spegnendo nella cultura dei movimenti politici tradizionali e dei partiti storici. Esiste una piccola luce rappresentata dai valori della democrazia, una luce a cui molti stanno attingendo, per fortuna. L’offuscamento maggiore deriva da queste nuove ideologie pragmatiche che stanno sorgendo: Quali sono le caratteristiche di queste nuove ideologie? Ecco alcune caratteristiche:

– L’assenza di un progetto culturale per la persona.

– Una visione antropologica limitata ai bisogni consumistici.

– La ricerca limitata di prospettive di breve, medio e lungo termine.

In che cosa consistono, però, queste nuove ideologie, all’apparenza, molto semplici, da comprendere ? Dicevo, ideologie pragmatiche, per indicare una differenza con le ideologie tradizionali. Intendo per ideologia pragmatica, non soltanto un sistema di pensiero definito da scritti, ma un tipo di ideologia che sostiene una prassi a volte già in atto. In pratica queste ideologie servono a giustificare, a dare ragione, dei comportamenti personali e sociali, dopo il loro svolgimento. Certi gruppi sociali giustificano i loro comportamenti in questo modo, fondano il loro agire con una riflessione successiva. In parole semplici queste ideologie elaborano una riflessione a posteriori poiché si pensa e si riflette dopo avere agito e preso posizione. Stiamo parlando di leggi della globalizzazione , perciò di – una o più situazioni o fenomeni che favoriscano lo sviluppo di questa dinamica sociale e ne sostengano una certa continuità nel tempo e nello spazio – come dicevo all’inizio del capitolo. Si può dire, quasi, che nella società contemporanea l’uomo ha poco tempo di pensare e di riflettere su sistemi ideologici, progetti, come nel tempo passato. L’uomo di oggi ha bisogno di agire velocemente, perciò pensando ben poco alle conseguenze di ogni sua azione. L’uomo contemporaneo non ha tempo di pensare a tutte le conseguenze di ogni sua azione. Questo fenomeno è amplificato nelle azioni cosiddette di massa, che riguardano cioè molte persone. Pensiamo ad esempio al fenomeno dell’inquinamento della terra. Le società metallurgiche, chimiche, l’industria pesante e leggera, i trasporti. Sono state costruite macchine senza considerare la distruzione di un patrimonio naturale evidente e ben riconoscibile. Eppure le grandi imprese industriali ed economiche hanno voluto costruire e perseguire i loro scopi. Solamente dopo due secoli di rivoluzione industriale questi gruppi industriali, economici e politici si sono resi conto di avere quasi distrutto la terra per produrre dei beni e dei servizi per rispondere a bisogni di mercato e di guadagno a tutti i costi. La globalizzazione perciò può dirsi figlia di quei sistemi e di quelle ideologie che hanno preparato e sostenuto lo sviluppo culturale ed economico dell’uomo moderno e contemporaneo.

2.2.4 La de-personalizzazione dell’amore .

La relazione affettiva non riconoscibile

Nella famiglia attuale la figura dei genitori è sempre più in ombra. Essi lavorano tutto il giorno, cercano in ogni modo di soddisfare i bisogni della famiglia e perciò trascorrono insieme ai figli e figlie pochissimo del loro tempo. Il Padre e la Madre, nella famiglia dei nostri tempi, sono spesso persone stanche e senza la forza di mostrare completamente il volto dell’amore, non per colpa loro. I figli crescono in questa situazione di famiglia senza un volto autorevole e riconoscibile ed assumono, a loro volta, un atteggiamento, un concetto ed una esperienza di amore che diventerà, a loro volta, il loro modello di riferimento.L’impossibilità per un figlio di avere una figura chiara dell’amore davanti a sé lo porta a sviluppare un carattere non decisionale, non consistente, poiché la sua personalità non è maturata in un rapporto anche con l’amore. Il Padre e la Madre rappresentano per un bambino e per un adolescente il mondo intero. Il figlio che cresce nella famiglia in cui l’amore non ha volto è un figlio che non conosce il volto dell’amore e perciò non è abituato a relazionarsi ad essa. Non è cresciuto nell’amore “globale” della sua famiglia e poi una volta cresciuto non ha avuto un conflitto serio, non ha “dialogato con il padre” o “con la madre”, nel senso che non ha potuto costruirsi una personalità attraverso una dialettica umana vera e riconoscibile. Dove nasce la de-personalizzazione dell’amore e il nascondimento di esso di fronte ai figli nella famiglia. Forse un’intuizione ci può aiutare. La decadenza della riconoscibilità dell’amore è proporzionale con la crescita della dimensione materialista nella concezione del mondo e della storia. L’uomo che non riconosce la sua anima, la sua esperienza spirituale, il suo orizzonte infinito, perde il senso dell’amore. L’amore in fondo ci rimanda all’eterno. In questi ultimi due secoli 1800-1900, la cultura umana ha fatto passi da gigante nell’ambito scientifico, nella medicina, nella tecnologia. Il progresso umano ha raggiunto un livello di conoscenza e di tecnica veramente grande. Non corrisponde a questa crescita una consapevolezza a livello umano- psicologico. L’uomo tecnologico-scientifico perde sempre di più il senso della sua esistenza. La crescita di questa grandezza dell’uomo scientifico ha coinciso con la graduale perdita di spiritualità e di senso che l’uomo porta scritto nel suo cuore. L’amore perciò è un valore scritto nella natura stessa dell’uomo, la mancanza del suo riconoscimento e del suo effettivo e valido esercizio è di ostacolo ad uno sviluppo armonico della persona e di conseguenza della società.

2.2.5 Il cambiamento delle strutture sociali

Questo fenomeno è conseguente ai precedenti, ciò che avviene nella famiglia della società odierna non è senza conseguenze per il resto della società. L’uomo che non vede più un amore davanti a sé nella sua crescita, è un uomo che fatica a riconoscere il bisogno dell’amore nella sua vita, nel suo lavoro e nella sua famiglia. L’uomo senza amore si prospetta nel futuro in una società senza amore, senza un’autorità amorevole, senza un volto riconoscibile, visibile, perché sconosciuta fin dall’infanzia.L’amore senza volto però nello stesso tempo continua ad esistere in svariate forme. Tra queste forme la più comune è il gruppo, l’equipe di potere che prende decisioni e le fa attuare.

2.3 L’interdipendenza dei fenomeni sociali

A diversi livelli la società odierna manifesta un’interdipendenza per cui ciò che accade in una parte della nostra società influisce notevolmente su altre. Si possono citare diversi fenomeni di interdipendenza che coinvolgono in una concatenazione di eventi i gruppi sociali, gli stati e gli individui. Inquinamento, guerre, emigrazioni, fluttuazione del mercato del lavoro, disoccupazione, sono solo alcuni di questi fenomeni che possono ingenerare situazioni di interdipendenza per cui ciò che accade in un determinato gruppo sociale interagisce su altri.

Conclusione

Il tema della globalizzazione e i risvolti sociali che essa scopre indicano che nel futuro immediato avranno incisività e continuità quei gruppi sociali e politici che sapranno dare significato a questo fenomeno e alle sue leggi. La capacità di lettura della realtà è una delle componenti necessarie ad ogni aggregazione che volia porsi nella società come gruppo di indirizzo politico. Le nuove aggregazioni politiche che stanno sorgendo si rifanno, a volte inconsapevolmente a molte delle idee esposte nella mia breve riflessione. Uno sguardo attento alla sociale può essere occasione di dialogo all’interno di nuove aggregazioni come associazioni e gruppi. Queste forme aggregative potranno, nel tempo e con gradualità, prendere il posto, dei vecchi partiti e sistemi di aggregazione politica. Le sezioni dei partiti storici sembrano ormai luoghi superati ma non si vedono molte aggregazioni nuove in grado di sostituirle nell’immediato. Si apriranno sempre di più opportunità in questo ambito attraverso la creazione di gruppi di pensiero politico nella comunicazione televisiva, su internet e in una serie di proposte di aggregazione territoriale e locale molto più vicine alla persona di quanto non avvenga oggi con i partiti tradizionali. Queste riflessioni sul tema della globalizzazione certamente non esuriscono altri punti vista e altre modalità di analisi. Il contributo offerto alla riflessione della rivista “Sintesi Dialettica” può aiutare a focalizzare questo problema mondiale che coinvolge persone e gruppi sociali a vari livelli. Un augurio che desidero manifestare a questa rivista telematica e ai suoi collaboratori è quello di aiutare le persone a riflettere sui vari problemi e diventare così, occasione di dialogo, di confronto e di aggregazione su valori concreti di riferimento.


Bibliografia breve
FREUD SIGMUND, Il disagio della civiltà e altri saggi , Ed. Bollati-Boringhieri, Torino 1987,1a ed.1940.
FROMM ERICH, Avere o essere , Ed. Mondadori, Milano, 1997, 1a ed.1976.
FROMM ERICH, Fuga dalla libertà, Ed. Mondadori, Milano 1987, 1a ed.1941.
FROMM ERICH, L’arte di amare , Ed. Mondadori, Milano ,1986, 1a ed.1956.
FROMM ERICH, Psicanalisi della società contemporanea , Ed. Mondadori, Milano 1987, 1a ed.1955.
KERNBERG OTTO F., Relazioni d’amore. Normalità e patologia , Ed. Raffaello Cortina, Milano 1995.
PAPA BENEDETTO XVI, Deus caritas est., Ed. Libreria Editrice Vaticana, 2006, Roma.
SCABINI EUGENIA, Psicologia sociale della famiglia. Sviluppo dei legami e trasformazioni sociali, ed. Bollati-Boringhieri, Torino, 1997.

Indice
Introduzione
Cap. 1 Le tracce della globalizzazione
Cap. 2 Le leggi della globalizzazione
2.1 L’uniformità relativa
2.2 La de-personalizzazione dei rapporti sociali
2.2.1 De-personalizzazione dei rapporti sociali primari
2.2.2 Autorità e responsabilità
2.2.3 Le nuove ideologie
2.2.4 La de-personalizzazione dell’amore
2.2.5 Il cambiamento delle strutture sociali
2.3 L’interdipendenza dei fenomeni sociali
Conclusione
Bibliografia
La globalizzazione. I fenomeni e le leggi che la identificano. Quale risposta?

© Sintesi Dialettica – riproduzione riservata



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