«Il mio peccato principale è il dubbio. Io dubito di tutto e mi trovo sempre nel dubbio»
Lev Tolstoj

«Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola»
Voltaire

Perché qui Tolstoj definisce “peccato”, il dubbio? E perché Voltaire, che, ricordiamo, era lo pseudonimo di François-Marie Arouet, afferma che esso non sia “piacevole”?

Peccato di superbia, di presunzione? E trovarsi in lotta con le cose e in se stessi? Essere senza pace?

Pur nella loro grandezza, anzi proprio perché grandi, Tolstoj e Voltaire sapevano che, in termini assoluti, nessuno lo è. Ed ecco perché, invece, la certezza, la presunzione, è ridicola.

Se intendiamo la conoscenza come una luce su una via altrimenti buia, il dubbio intelligente è ciò che tiene viva, non statica, tale luce e tale conoscenza. La circonda, la stimola senza necessariamente distruggerla.  

Se tutto fosse già illuminato, chiaro, tutto noto, non ci sarebbe spazio per la scoperta: è grazie al buio che possiamo stupirci della luce. Voi dubitate sempre? Spesso? Mai? Come vi sentite, per questo?

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