Silvio Berlusconi non deve confrontarsi con alcuna identità politica se non con quella che lo lega al suo stesso partito, o meglio, che lega Forza Italia al suo presidente. Forza Italia, infatti, si identifica con Silvio Berlusconi , dunque con una persona e non con una cultura politica.

Nella sua vita professionale, Berlusconi è stato un imprenditore di successo che ha utilizzato le occasioni ed i vantaggi che la politica gli ha procurato.

Il suo rapporto con Craxi e col potente PSI di allora fu solo in funzione degli interessi imprenditoriali, e questa sinergia ha prodotto le sue fortune imprenditoriali, prima nel campo dell’edilizia e poi in quello televisivo, dove è ormai leader incontrastato.

La sua “discesa in campo” è avvenuta al solo scopo di salvaguardare i suoi interessi economici e in difesa della sua incolumità personale di cittadino libero, messa in forse dai numerosi processi a cui è stato ed è sottoposto.

Sfruttando un’idea semplice ma geniale, supportato da un enorme patrimonio finanziario, Berlusconi ha creato nel giro di pochi mesi un partito con le caratteristiche di un’azienda, dove tutto funziona esattamente come nelle sue imprese e con il solo obiettivo di vendere un prodotto.

Tale prodotto da vendere non è un’idea, un sistema di valori o una linea politica, ma la sua persona, quale garanzia di un’Italia di successo, benestante e  destinata, con grande ottimismo, ad un futuro sempre radioso e ricco di opportunità.

Di qui, una strategia politica adagiata sul marketing, sulle ricerche di mercato ed un’attenzione ossessiva ai sondaggi, parametro vitale per comprendere le necessità dei compratori.

Forza Italia è organizzata come uno strumento aziendale, nel quale i deputati ed i capigruppo alla Camera ed al Senato sono equiparati ai caporeparto ed ai manager aziendali. I suoi ministri sono gli azionisti di minoranza della “Presidenza del Consiglio di Amministrazione”.

Come in tutte le aziende che si rispettino, il dialogo ed il confronto hanno solo uno scopo: quello di vendere il prodotto – in questo caso il prodotto Berlusconi – per cui essendo questi il capo, il finanziatore ed il prodotto, ai dipendenti ed agli azionisti dell’azienda non resta che obbedire ai suoi ordini.

Berlusconi ed il suo partito vivono “liberi” da problemi d’identità, e si rinnovano secondo una politica spregiudicata e spesso contraddittoria, ogni volta che serve vendere il prodotto Berlusconi e questo disorienta tutta la politica italiana.

E’ in questa beata solitudine che Berlusconi continua ad agire nella politica italiana, come un mazziere dalle mille carte al quale non mancano nè gli assi, né la capacità di bluffare propria del giocatore di azzardo. 

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