1. Una ventenne californiana ha denunciato META ritenendola causa della sua grave depressione (pensieri suicidi).

2. Una sentenza di un tribunale americano, a seguito di tale denuncia, a marzo ha condannato la società di Zuckerberg a pagare 375 milioni di dollari per aver violato le leggi sulla protezione dei consumatori (in questo caso, minorenni). Secondo la sentenza, META non avrebbe fatto abbastanza per proteggere i minori, addirittura dai predatori sessuali. La società farà ricorso.

3. Ricordiamo che, dal dicembre 2025, l’Australia, primo Paese al mondo, ha vietato l’uso dei social media ai minori di 16 anni, riferendosi, in particolare a: Tik Tok, Snapchat, X, Reddit, Instagram, Twitch, Threads YouTube, Facebook. La pena per le piattaforme, in caso di colpevolezza, è stata fissata in 49.500 dollari australiani (circa 28.000 euro). Altri Paesi hanno seguito l’esempio dell’Australia.

Questi i fatti.

Cinque domande:

  1. Anche l’Unione Europea e tutti i suoi Stati membri devono vietare le piattaforme ai minorenni, arrivando anche ai 18 anni o fissando, tutti, il divieto a 16?
  2. Pensi che i social siano in grado (o anche abbiano la volontà) di bloccare un minorenne che tenta di iscriversi a una di queste piattaforme?
  3. Sei d’accordo a proibire i social ai minorenni? Perché? Se ritenete, nei commenti segnalateci alcune esperienze, così che possiamo ragionare tutti insieme sulla questione.
  4. Spesso capita che, nell’età turbolenta per eccellenza, l’adolescenza, molti ragazzi, se non hanno lo smartphone e un profilo social, si sentano esclusi dai coetanei che ne hanno uno. D’altra parte, però, questi strumenti risultano pericolosi per lo sviluppo mentale dei ragazzi. Come risolvere il problema?

I social, se ben impiegati, possono essere un formidabile strumento di educazione e informazione. Pensi che, oggi, lo siano in minima parte?

© Sintesi Dialettica – riproduzione riservata

Foto di Berke Citak su Unsplash

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