«Amo troppo il mio Paese per essere nazionalista»
Albert Camus, Lettere a un amico tedesco
Questo, ricorda l’AFD, ma vale anche per il francese Rassemblement National, per lo spagnolo Vox, per tutte le formazioni politiche cosiddette sovraniste e di estrema destra in tutta Europa, compresi gli italiani Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, la Lega di Salvini (non di Zaia) e Fratelli D’Italia, e vale – in forme diverse – anche per gli USA e Israele, arrivando a Putin, Erdogan ecc.
Ma restando all’Europa e alla Germania, AFD, più che un partito, è un movimento di opinione. L’unica idea chiara è la remigrazione. Non ci sono proposte articolate su altre politiche, se non slogan demagogici.
Ora, queste formazioni politiche sono il risultato, non la causa, di ritardi e incapacità delle forze politiche democratiche, siano esse di centro, sinistra, destra. Negli Stati Uniti, gli stessi Repubblicani si sono tramutati nel trumpismo per un loro ritardo, speculare a quello, grave, dei Democratici.
Dopo la Seconda guerra mondiale, a Bad Godesberg, i tedeschi riuscirono a aggiornare il loro vocabolario ideologico. Questa operazione si sarebbe dovuta fare anche in Italia dopo la fine della Guerra fredda, ma non è stata mai fatta da parte degli ex comunisti e anche dei cattolici democratici e dei liberali.
È urgente, dopo trent’anni di colpevole ritardo, lavorare a una revisione ideologica di tutte le forze costituzionali, per creare un nuovo ideale, riformare in senso democratico le istituzioni europee, rilanciare l’unione tra giustizia e libertà in modo da rimuovere le cause profonde che oggi portano le persone a seguire tali formazioni.
Le colpe, in breve, sono nei ritardi delle forze democratiche e repubblicane, di derivazione socialista, democratico cristiana, liberale. E anche dei media, compresi i poteri culturali, che non hanno sollecitato – da decenni – questa operazione riorganizzativa. Il problema centrale è ricreare una identità democratica seria e credibile.
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