«Sexy non è il corpo esposto allo sguardo di tutti, ma è suggerire, velare, rivelare, lasciando intuire senza mai esibire»
Giorgio Armani

Instagram pullula di corpi seminudi femminili. Lo schema è chiaro: io sono bella, non ho bisogno di studiare o trovarmi un lavoro serio, quindi mi espongo per acquisire valore.

Come dire, il mio valore si misura, non attraverso i miei sforzi e il mio impegno, ma attraverso due cose:

  1. la quantità di “like” e “followers” che ricevo;
  2. non la mia professionalità o intelligenza o preparazione, ma la seduzione.

Il mio valore, quindi, coincide con la mia sensualità. Non con la mia parola, ma con la mia bellezza. Non occorre parlare, occorrono belle gambe (e affini).

E una ragazza che non si sente bella? Si sentirà isolata e esclusa? Difettosa?

E poi, soprattutto, che fine farà il valore intellettuale, lavorativo, conquistato dalle donne?

Da studiosa, docente e donna mi sento di affermare che questo sistema, queste ragazze, spesso bellissime e spesso, diciamolo, spudorate, sono le principali nemiche delle donne.

E aggiungo degli uomini, visti solo come fruitori sessuali e in perenne eccitazione. Il grande e compianto stilista Giorgio Armani, maestro di eleganza vera, scomparso nel settembre 2025, intende dire questo.

Siete d’accordo?

© Sintesi Dialettica – riproduzione riservata

Foto di Jan Schroeder – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8445893

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