«L’epoca attuale è il tempo della mediocrità aurea e dell’insensibilità, della passione per l’ignoranza, della pigrizia, dell’incapacità al lavoro e dell’aspirazione a trovar tutto già bell’e pronto. Nessuno pensa; di rado si trova qualcuno che concepisca un’idea».
Fëdor M. Dostoevskij

Se la superficialità ha preso il sopravvento, diventa difficile costruire una forma di pensiero più elevata, adeguata alla comprensione dei tempi e alla nostra libertà. Spesso, vittime di “nichilismo passivo”, preferiamo vivere una vita statica e senza ambizioni, rifiutando ciò che potrebbe essere rischioso ma che, al tempo stesso, potrebbe farci migliorare. La fatica e il dolore diventano i nostri spettri e chi non è forte (o peggio, insensibile), a volte, rischia di soccombere. Siete d’accordo con Dostoevskij? Perché?

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