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La nuova politica e il Web
Inviato da: Stefano R. (IP registrato)
Data: Thu, 13 July 2006 - 08:53



Jimmy Wales apre il suo portale alle campagne elettorali
Per molti intellettuali internet sarà scena di nuove democrazie
Wikipedia scopre la politica e prova a reinventarla sul web

di GAIA GIULIANI (http://www.repubblica.it)


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NEW YORK - Al grido di "basta con la politica della televisione, sciocca, sciocca, sciocca!", il quarantenne Jimmy "Jimbo" Wales, fondatore di Wikipedia, ha lanciato la sua offensiva politica. Sul web, ovvio. Il progetto è ambizioso e vorrebbe cambiare politica e politici, soprattutto il loro modo di fare politica.

Gli anni '50 hanno visto sbarcare i candidati sul piccolo schermo, era l'era della tv. Oggi è il momento di internet. Lo stile, l'immagine tanto cara al tubo catodico deve essere messa in secondo piano, la strada da scegliere adesso è quella della "partecipazione, privilegiando pensieri e contenuti", scrive Wales. Le armi di questa nuova cyberdemocrazia sono semplici, quasi scontate. Basate essenzialmente sull'ospitalità. E sulla democrazia diretta come nelle antiche polis greche, che anche all'accoglienza hanno sempre dato un valore sacro.

Wikipedia si espande e all'interno del suo dominio accoglie il sito Central Campaign Wikia, con mailing list e blog, per ricavare il proprio pulpito da oratore stile Hyde park londinese, dialogare con gli altri utenti scambiando opinioni, costruire nuove strade di democrazia forzando le campagne elettorali a incamminarsi lungo la strada digitale (e democratica) del web.

Wales si dichiara pubblicamente incapace di "depurare una politica corrotta", ma in questo confida che lo aiuteranno gli utenti, sempre, non si transige, "senza chiedere il permesso a nessuno". Una costante libertaria, topos ricorrente dei nuovi guru di internet.

John Perry Barlow è uno loro. Già autore di testi per i Grateful Dead, fondatore della Eff (Electronic Frontier Foundation) che si occupa di mantenere la democrazia sul web - la condanna della Sony per aver inserito nei suoi cd software pericolosi per la sicurezza degli utenti, si deve alla Eff - è l'autore del famosissimo manifesto sulla democrazia nella rete, che chiedeva ai governi di non inquinare il "cyberspazio, nuova dimora della mente", lasciandolo libero "in quanto per sua natura indipendente", mondo in cui tutti possono avere accesso senza pregiudizi o limitazioni di sorta.

Pierre Lévy, filosofo francese simpatizzante di internet, ha scritto recentemente che "la dittatura non sarà più possibile come forma di governo una volta che almeno il 50% della popolazione avrà accesso a internet", mentre Stefano Rodotà ha definito la rete come "il più grande spazio pubblico che l'umanità abbia mai conosciuto", che offre "opportunità d'intervento significative" come quelle verificatesi nelle ultime presidenziali americane.

Per l'ultima campagna elettorale d'oltreoceano, internet ha funzionato come collettore di fondi, a Howard Dean è servito per radunare più di 40 milioni di dollari, e più di 75 milioni di persone hanno dichiarato di essersi informate su programmi elettorali e sviluppi della campagna in corso, connettendosi online.

Marshall McLuhan scriveva nel '64 che la televisione aveva "smontato e ricostruito Nixon" nel corso di uno show in modo da renderlo più digeribile al pubblico di casa. Internet apparentemente è un mezzo molto più flessibile della tv. Come proteggersi? Pensando a Wikipedia, frutto delle costanti manipolazioni online di milioni di persone, che la rivista Nature ha paragonato per accuratezza e serietà scientifica all'autorevole Enciclopedia Britannica.

(7 luglio 2006)




Re: La nuova politica e il Web
Inviato da: ferdinando m. secchi (IP registrato)
Data: Sun, 30 July 2006 - 17:35

Ciao Stefano,
il tuo intervento mi offre il destro per riflettere insieme sullo strumento che stiamo utilizzando per comunicare e per pubblicare questa rivista: il Web.
Sono fresco della lettura di un agile ed esauriente libro sull'argomento: giuseppe granieri, LA SOCIETA' DIGITALE, Mondadori (mi pare), 2006 8 euro, (in ogni caso basta digitare in google il nome dell'autore per avere le indicazioni bibliografiche esatte).
i temi in esso affrontati sono importanti dal punto di vista storico filosofico e pratico.
internet infatti rappresenta, soprattutto con la diffusione della banda larga, una grande opportunità, per chi voglia ottenere, informazioni, materiali, musica, films, e quant'altro, con costi assolutamente sostenibili e senza restrizioni; permette e forse questa è l'aspetto precipuamente rivoluzionario, di far uscire l'utente dalla tipica passività, cui eravamo abituati dai media classici, riviste cartacee, televisione ecc.
il navigatore in internet può leggere e anche scrivere, pubblicare, al di fuori delle logiche a volte anche lobbistiche, della distribuzione classica.
un giovane regista può tranquillamente diffondere un film in rete e divenire famoso o quantomeno ha delle possibilità, diversamente dovrebbe passare attraverso una serie di selezioni, e probabilmente non vedere mai il suo prodotto distribuito.
senza voler per forza banalizzare il concetto, ogni strumento ha le proprie peculiarità, e riuscire a comprenderle per tempo è una prerogativa per utilizzarle al meglio.
sintesidialettica nasce con una impostazione diciamo classica: una redazione, articoli autorevoli ecc., ma il fatto stesso di stare in internet, ci permette, anzi ci spinge, ad una elaborazione comune e condivisa, di messaggio in messaggio ogni argomento si può arricchire di suggestioni, di approfondimenti, creando una elaborazione continua.
gli articoli stessi, possono essere considerati niente più che l'inizio di una riflessione, che può e deve essere arricchita dalla partecipazione degli utenti, la forma stessa della rivista e le strategie editoriali e comunicative possono e devono essere oggetto di riflessione per i partecipanti, nella direzione di costituire una comunità fondata su valori e interessi condivisi, come ne sono state create a centinaia di migliaia, tutte utili e legittime fintanto che creano valore condiviso e rispondono alle esigenze dei partecipanti.
se vogliamo mettere in comune le nostre idee ed esperienze, in un "gioco a somma non zero", ovvero se io do una idea a te e tu ne dai una me andiamo via con due idee a testa, allora si può fare, discutendo sui modi più opportuni per farlo.
è naturale che nei progetti di questo tipo ci deve essere chi ci crede di più, e manda avanti il lavoro, ma molto viene anche fatto dalla collaborazione di chi vuole partecipare.
questo voleva essere solo uno spunto di riflessione, con vittorio (il segretario di redazione), ci stiamo interrogando, su come sfruttare le possibiltà di partecipazione diretta fornite da internet, se utilizzare di più e meglio lo strumento del forum, se prevedere la possibiltà di lasciare commenti agli articoli o di porre domande a cui si vorrebbe una risposta, se aprire un blog annesso,( ma di questo con calma).
spero che il mio intervento sia stato utile e ritengo che la riflessione sul web, sia un argomento di stretta attualità, se non vogliamo restare indietro.
a presto, ferdinando



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