Re: La nuova politica e il Web
Inviato da:
ferdinando m. secchi (
IP registrato)
Data: Sun, 30 July 2006 - 17:35
Ciao Stefano,
il tuo intervento mi offre il destro per riflettere insieme sullo strumento che stiamo utilizzando per comunicare e per pubblicare questa rivista: il Web.
Sono fresco della lettura di un agile ed esauriente libro sull'argomento: giuseppe granieri, LA SOCIETA' DIGITALE, Mondadori (mi pare), 2006 8 euro, (in ogni caso basta digitare in google il nome dell'autore per avere le indicazioni bibliografiche esatte).
i temi in esso affrontati sono importanti dal punto di vista storico filosofico e pratico.
internet infatti rappresenta, soprattutto con la diffusione della banda larga, una grande opportunità, per chi voglia ottenere, informazioni, materiali, musica, films, e quant'altro, con costi assolutamente sostenibili e senza restrizioni; permette e forse questa è l'aspetto precipuamente rivoluzionario, di far uscire l'utente dalla tipica passività, cui eravamo abituati dai media classici, riviste cartacee, televisione ecc.
il navigatore in internet può leggere e anche scrivere, pubblicare, al di fuori delle logiche a volte anche lobbistiche, della distribuzione classica.
un giovane regista può tranquillamente diffondere un film in rete e divenire famoso o quantomeno ha delle possibilità, diversamente dovrebbe passare attraverso una serie di selezioni, e probabilmente non vedere mai il suo prodotto distribuito.
senza voler per forza banalizzare il concetto, ogni strumento ha le proprie peculiarità, e riuscire a comprenderle per tempo è una prerogativa per utilizzarle al meglio.
sintesidialettica nasce con una impostazione diciamo classica: una redazione, articoli autorevoli ecc., ma il fatto stesso di stare in internet, ci permette, anzi ci spinge, ad una elaborazione comune e condivisa, di messaggio in messaggio ogni argomento si può arricchire di suggestioni, di approfondimenti, creando una elaborazione continua.
gli articoli stessi, possono essere considerati niente più che l'inizio di una riflessione, che può e deve essere arricchita dalla partecipazione degli utenti, la forma stessa della rivista e le strategie editoriali e comunicative possono e devono essere oggetto di riflessione per i partecipanti, nella direzione di costituire una comunità fondata su valori e interessi condivisi, come ne sono state create a centinaia di migliaia, tutte utili e legittime fintanto che creano valore condiviso e rispondono alle esigenze dei partecipanti.
se vogliamo mettere in comune le nostre idee ed esperienze, in un "gioco a somma non zero", ovvero se io do una idea a te e tu ne dai una me andiamo via con due idee a testa, allora si può fare, discutendo sui modi più opportuni per farlo.
è naturale che nei progetti di questo tipo ci deve essere chi ci crede di più, e manda avanti il lavoro, ma molto viene anche fatto dalla collaborazione di chi vuole partecipare.
questo voleva essere solo uno spunto di riflessione, con vittorio (il segretario di redazione), ci stiamo interrogando, su come sfruttare le possibiltà di partecipazione diretta fornite da internet, se utilizzare di più e meglio lo strumento del forum, se prevedere la possibiltà di lasciare commenti agli articoli o di porre domande a cui si vorrebbe una risposta, se aprire un blog annesso,( ma di questo con calma).
spero che il mio intervento sia stato utile e ritengo che la riflessione sul web, sia un argomento di stretta attualità, se non vogliamo restare indietro.
a presto, ferdinando