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Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

Riflessioni
05/11/2008

Introduzione
In questo articolo intendo semplicemente segnalare la mia testimonianza, che introduce e si introduce nell’apostolato laico per l’emergenza educativa, questione pastorale estremamente sentita al presente, di una lettera che ho inviato, di recente, ad un dirigente scolastico di uno dei tanti istituti scolastici di Roma. Resta sostanziale enunciare che se questo estremo tentativo scritto, dopo vari verbali ed esaurienti, non lo avessi reso d’ufficio, facendolo protocollare dalla segreteria scolastica, le aule scolastiche, come non so quanti nel mondo, sarebbe ancora privo del tutto di crocifissi.

OGGETTO: Ricollocazione dei crocifissi e sistemazioni delle pareti di sfondo alle cattedre nelle aule scolastiche.

Il sottoscritto Prof. Paolo Gioffreda con la presente intende ricordare che, nonostante Lei abbia per più volte garantito, sulla Sua parola, dal settembre 2007, che avrebbe provveduto al più presto per risolvere la grave mancanza, della questione come da oggetto, mancanza tuttora esistente nelle aule della scuola in epigrafe da Lei diretta, ancora tutto è rimasto come era dal primo giorno che sono entrato in questo istituto.

Pare che la società si sia scordata tanto di Chi sta sulla croce, quanto delle parole che ha annunciato. Cristo sulla croce sta divenendo sempre più fastidioso fino a non volerlo più guardare negli spazi pubblici, a non volersi più “sacrificare” a vederlo nel culmine del il Suo Sacrificio, neppure nelle aule scolastiche dei nostri figli. La Croce viene così nascosta, al contrario i sintomi del neopaganesimo che vengono al contrario sempre più ostentati, ambiti, magnificati. Quei pochi crocifissi o brandelli di crocifissi presenti nelle aule, a giudicare dalle diverse manifatture, sono stati collocati certamente da qualcuno del personale scuola o dall’intervento di qualche genitore, che non si sente cristianamente con la coscienza serena per permettere di far subire una brutalità del genere ai propri figli.

La brutalità degli uomini che lo hanno voluto sulla croce ferocemente, si ripresenta oggi in forma ancora più ferocemente inumana. Di questa affermazione ne è emblematico il caso in una classe, laddove ho ritrovato il volto di Gesù Cristo: l’ho ritrovato in un frammento recuperato da un Crocifisso che è stato ridotto in frantumi, il volto scolpito da una rottura volontaria, ad immagine dell’attuale duplice brutalità umana, gesto di un tale ed incivile oltraggio, che non si sarebbe visto neppure ai tempi della persecuzione di coloro che sono morti, martiri, per noi. Era presente il solo Volto, distaccato da un corpo disperso in frantumi, il Suo Volto appeso sopra una cattedra di un’aula: ecco come si potrebbe presentare il Crocifisso di oggi, il Suo Volto strappato dal Suo stesso Corpo crocifisso! La Sua sofferenza visivamente amplificata: ma fino a dove l’uomo di oggi vuole che arrivi questa sofferenza, questo sacrificio fatto per tutti noi? Ecco come pretenderebbe di “salvarsi” chi oggi compie tali gesti e chi nel silenzio ne è corresponsabile.

Questa relazione non è il risultato di una mia veduta unilaterale, il percorso indicatomi dall’amor proprio, dall’etica della mia ragione miserevole, bensì un problema sentito e diffuso in tutte le scuole italiane, quello di salvaguardarsi dalle proprie radici: pertanto mi sono fatto portavoce di molti del personale di questo istituto, credenti ed anche non credenti.

Pertanto, dato che la S.V., per più volte dal settembre 2007, si era fatto garante e responsabile di provvedere al più presto a tale e grave mancanza, vengono di seguito ricordate le operazioni da effettuare, con le relative motivazioni, che il sottoscritto ritiene adeguato suggerire:

  • Ricollocare i Crocifissi in tutte le classi: della stessa manifattura, in legno o comunque di altro materiale infrangibile, allo scopo di evitare ulteriori e spiacevoli frantumazioni;

  • Chiarire la causa o le cause delle sottrazioni: il fatto che non sono più presenti vale a significare che sono stati arbitrariamente ed illecitamente rimossi quindi, per ogni sana normativa di istituto scolastico, o che comunque regoli un luogo pubblico, esiste un accumulo di più atti illegittimi da rendere chiari;

  • Avvantaggiarsi dell’intervento per risistemare le pareti di sfondo dietro le cattedre: le immagini (mappe, cartelloni, etc.) che, sebbene collegabili a riferimenti e tematiche didattiche, distolgono, seppur minimamente nella migliore delle ipotesi, e disperdono l’attenzione degli alunni, come per chiunque orienti il proprio sguardo verso la parete della cattedra (questi oggetti verranno collocati, in modo più razionale, lungo le altre due pareti, di solito più ampie, e lungo quella alle spalle degli alunni).

Il sottoscritto, infine, desidera ricordare, dato che si sta vivendo in un’era crescente delle immagini, che tanto più la percezione visiva stessa acquisisce sull’individuo sempre più influsso e rilevanza, quanto più i linguaggi visivi trasmessi dalle immagini, fisse e mobili, vanno coordinati adeguatamente, soprattutto per i fruitori all’interno dei luoghi pubblici ed ancor di più se adibiti alla pubblica educazione.

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