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Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

Recensione
11/05/2008

Nel volume Le “opere” di Socrate, di Giada Bassetti compare ben tracciato un campo d’indagine di vastissima entità, quale è quello che riguarda le numerosissime interpretazioni di Socrate che, pur provenendo da luoghi diversi ed eterogenei, tutte finiscono per confluire ed affollarsi nei medesimi punti dell’immaginario collettivo sovrapponendosi talvolta fino quasi a confondersi l’un l’altra.

Cosicché convivono e comunicano continuamente fra loro, influenzandosi reciprocamente, in un processo di circolarità dell’informazione, le tante diverse maschere socratiche. Da quelle appartenenti alla ricerca scientifica ufficiale e all’universo della produzione manualistica, fino a quelle proposte nelle pubblicazioni giornalistiche o a quelle rielaborazioni che vengono dal mondo dell’arte in genere, dalla musica alle arti figurative.

Nel primo volume della Storia della filosofia occidentale di Bertrand Russell leggiamo che di Socrate conosciamo troppo o troppo poco. E allora o non ne sappiamo abbastanza oppure disponiamo d’informazione in eccesso. E questo è sospetto.

La ridondanza delle informazioni circa Socrate dipende da motivi diversi e conduce a sviluppi spesso imprevedibili e interessanti che mostrano la radicata vitalità di una irriducibile “socratica quaestio”.

Questo ed altri temi compaiono nel lavoro di Giada Bassetti che, per orientarsi nella fitta selva di indirizzi relativi all’oggetto in esame, escogita un espediente. Una finzione metodologica con la quale è istituita una distinzione, tanto arbitraria quanto produttiva, fra “uso proprio” ed “uso improprio” dell’immagine di Socrate. Si postula allora così che uso proprio debba immaginarsi tutto ciò che appartiene al progetto scientifico di ricostruzione ideale dell’identità socratica attraverso i mezzi delle fonti e dei canali ufficiali. Improprio l’utilizzo di modelli che prendono a prestito stereotipi e pregiudizi e che pretendono di ridisegnare la figura del filosofo ateniese lavorando più che altro d’immaginazione. Insomma tutte quelle proposte indipendenti dall’esercizio della critica e quindi, per dirla più chiaramente, del tutto fuori controllo.

La disomogeneità che ne deriva è sconcertante. Non è neanche raro che talune di queste interpretazioni si rivelino del tutto divergenti fra loro, persino antitetiche.

Ma anche per ciò che riguarda le fonti ufficiali non vi è nulla di fermo.

A parte la caricatura di Aristofane tutto quello che abbiamo di lui sono le testimonianze dei suoi allievi Senofonte e Platone che, ciascuno a suo modo, ci raccontano cose parecchio diverse.

Tanti sono coloro che accordano fiducia all’uno quanti a quell’altro. Ma evidentemente anche su questo punto le posizioni differiscono così tanto da non offrire sufficienti opportunità di mediazione.

E si riparte da zero. Si ritorna ai nastri di partenza presso i quali tutte le interpretazioni, ufficiali e non, possiedono i medesimi diritti di essere rappresentate. In questo senso va accolta l’osservazione del professor Francesco Adorno che, nella presentazione alla pubblicazione della Bassetti, sottolinea l’interesse suscitato da questa opera che propone la complessità del tema in modo da svelare, per esempio, l’inadeguatezza dei tanti manuali che non di rado trattano in modo superficialmente acritico intorno a Socrate. Vi è dunque una necessità di continuo controllo. Problema risolto brillantemente nell’opera della Bassetti con il rifiuto sistematico dell’adozione di qualsiasi singolo particolare punto di osservazione e con l’impiego di uno specifico indirizzo metodologico che assomiglia alle pratiche dialettiche socratiche. Siamo cioè di fronte alla scelta di presentare la gran quantità di interpretazioni disponibili evitando accuratamente di prendere partito fra esse, ma assieme a questo assistiamo anche alla ricerca di un continuo tentativo di ricomposizione di una sorta di “media” delle caratterizzazioni socratiche. Evidentemente, già a partire dal modo in cui prende vita, questa operazione denuncia l’impossibilità di chiudere una volta per tutte il corso della ricerca rifuggendo da ogni tentazione di definizione assoluta.

Giada Bassetti Le opere di Socrate in autori, libri, giornali, immagini. (1871-2002) , Aracne, Roma 2008, pp.328, €20.00

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