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Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

Recensione
06/02/2013
Abstract
Quest’opera vuole fare il punto della situazione riguardo agli studi sulla mente e offrire un quadro ricco della tematica riguardante la mente umana. Il testo è un luogo d’incontro di tanti punti di vista diversi che arricchiscono il discorso in questione, approfondendolo e problematizzandolo. Ne viene quindi fuori un testo ricco di osservazioni e riflessioni su un tema che sarà per sua natura sempre aperto a nuove interpretazioni e analisi.

La mente–Itinerari di ricerca è una raccolta di saggi inerenti le facoltà mentali, curata da Nando Filograsso e Roberto Travaglini. Il testo è composto da un capitolo introduttivo, da una ventina di capitoli sulla mente e da un appendice, dove si tratta il tema della mente creativa. La raccolta risulta pertanto ricca e densa, non priva di numerosi spunti per riflessioni e ricerche future.

Filograsso sostiene che la mente non smette mai di dilatarsi e svilupparsi in modalità sempre più complesse; è dunque evidente che è impresa assai ardua poter affermare in modo univoco e chiaro cosa si possa intendere per “mente”. Viene quindi dichiarato anche il limite di tale testo, il quale offre notevoli spunti di riflessione, ma non completa in modo assoluto e definitivo una tematica di per sé inesauribile.

A che punto è lo studio sulla mente umana? Secondo Domenico Parisi il Novecento ha visto una rivoluzione per ciò che concerne lo studio della mente: prima di tale secolo la mente era studiata dai filosofi, i quali l’analizzavano con l’elaborazione di teorie, che venivano confutate o meno attraverso il ragionamento, ma mai attraverso osservazioni empiriche (p. 45). Nel Novecento sono stati invece creati i cosiddetti “laboratori sperimentali di psicologia” e lo studio della mente si è reso più scientifico, oggettivo e, quindi, dimostrabile. Da allora è nata, si può dire, una scienza della mente umana (p. 45). Il metodo usato venne definito sperimentale e si serviva di osservazioni oggettive sulla realtà empirica. Tuttavia tale rivoluzione è stata tale solo a metà: infatti da un punto di vista teorico (come diceva Gardner), si studiava un oggetto particolare, che è la mente umana, e non una pianta o un insetto, ossia era l’uomo che studiava e osservava l’uomo. La domanda che allora sorge spontanea è: si può completare la rivoluzione? Parisi arriva a questo punto a parlare dei Misteri e problemi nello studio della mente. Cos’è un mistero nella scienza? È una domanda a cui si vorrebbe poter offrire una risposta esauriente, ma non si può per il complesso concettuale di cui si dispone in quel dato momento storico. Nello studio della mente sono ancora numerosi i misteri, come sanno anche i filosofi (p. 49).

In maniera elementare e basilare ci si può chieder se esista una differenza tra mente e cervello e se sì, in che rapporto si trovano queste due sfere. Chi tratta il tema del rapporto mente–cervello è Edoardo Boncinelli, scienziato molto interessato alle problematiche relative alla coscienza, alla mente e alla consapevolezza. Lo scienziato fa una distinzione di fondo tra cervello e mente:

·         il cervello è un organo fisico, reale, materiale e concreto, direttamente studiabile e analizzabile;

·         la mente è invece più difficile da conoscere perché è un’entità più astratta.

Sempre rimanendo in tema, Nando Filograsso sottolinea un legame stretto tra mente e cervello. Nel saggio da lui elaborato, afferma che esiste tra essi un nesso indissociabile (p. 257). Filograsso analizza prevalentemente la mente del bambino: non solo tale studio è molto affascinante, ma permette di accedere in maniera più semplificata e diretta a processi mentali che nell’adulto si manifestano in modalità più complesse ed elaborate (p. 259). Una proprietà fondamentale appartenente alla mente del bambino è quella di trovare dei criteri per dare una sistemazione logica, un ordinamento alle cose che lo circondano: Piaget parla di raggruppare; Vygotskij parla di ammucchiare; Bruner di categorizzare. Quello che conta è il concetto di schema: lo schema è una specie di microstruttura cognitiva che riflette l’attività prodotta dalla mente infantile. Il bambino conosce nel senso di costruire strutture (p. 272). Un punto è indubbiamente interessante della mente del bambino, ossia che la sua mente–cervello si ritrova nella situazione unica ed irripetibile di costruire e sviluppare se stessa, le varie strutture ed elaborare al tempo stesso la conoscenza (p. 275). Ma, come precedentemente affermato, molte caratteristiche della mente del bambino si ritroveranno poi in modo più elaborato nella mente dell’adulto.

In conclusione, il testo è sicuramente aperto a nuove analisi e riflessioni e il linguaggio è assolutamente scorrevole e gradevole, senza però essere limitato o semplificato.

(A cura di) Nando Filograsso, Roberto Travaglini, La mente. Itinerari di ricerca, Franco Angeli, Milano, 2009, pp. 317, euro 24,00.

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