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Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

Articolo
30/11/2008
Abstract
I fini sono ambiti operativi dei principi orientati all'azione, senza i quali i principi rischierebbero di rimanere sterili petizioni. Il fine della pedagogia è la crescita e il pieno sviluppo dell'uomo come persona. È necessario precisare cosa si intende per persona, dal momento che tale concetto è stato utilizzato tantissimo e spesso a sproposito, nella storia della pedagogia e della filosofia.
Immagine:"La città del verbo" Pier Augusto Breccia

Il fine dell'educazione familiare

FINE
crescita e pieno sviluppo dell'uomo come persona

I fini sono ambiti operativi dei principi orientati all'azione, senza i quali i principi rischierebbero di rimanere sterili petizioni.

Il fine della pedagogia è la crescita e il pieno sviluppo dell'uomo come persona. È necessario precisare cosa si intende per persona, dal momento che tale concetto è stato utilizzato tantissimo e spesso a sproposito, nella storia della pedagogia e della filosofia.

Per quanto riguarda la pedagogia, diremo che le caratteristiche della persona sono di essere:

  1. la realtà di riferimento più importante dell'universo, di cui è al centro, e che acquista senso in quanto la materia, le cose, vengono messe in relazione ad essa e al suo servizio;

una entità razionale il che vuoI dire che ha possibilità di conoscere se stessa, e di rendere nota questa conoscenza agli altri, conoscere gli altri, con cui è in relazione;

  1. unica, perché è un vivente singolo, dotata di unità e di irripetibilità;

  2. dotata di identità, essendo sempre la stessa cosa, sempre al centro della propria esperienza, in ogni momento della sua vita e in tutte le fasi della sua crescita, in perfetta continuità;

  3. una sostanza individuale, nel senso filosofico della parola, vale a dire che non può essere né confusa, né fusa in altre sostanze senza distruggersi; non può quindi essere considerata come un momento di un processo assoluto né come manifestazione di un principio primo, perché è autonoma quanto alla esistenza;

  4. libera, in quanto capace di atti, di azioni, dettate dalla volontà, alla luce di quanto mostra l'intelligenza;

  5. responsabile, poiché è padrona non solo del proprio pensare e del proprio agire, ma anche del proprio omettere;

  6. socievole, ordinata per natura al rapporto con gli altri ad unirsi in società con essi, per impulso positivo e non per semplice esistenza di difesa da stimoli esterni;

dotata di un elemento fondamentale dell' essere la dignità, per la quale non può mai venir considerata un mezzo per raggiungere un qualunque scopo, mentre può porre se stessa soltanto come fine;

  1. una creatura, che in quanto sostanza finita, unica ed irripetibile, rimanda necessariamente ad un Infinito che l'abbia posta in essere; la sua capacità creativa dipende direttamente dalla sua creaturalità1 .

Dalla lettura congiunta delle due definizioni (quella sul fine della pedagogia e quella di persona) consegue che:

    • è possibile prospettare uno stato di crescita, orientata ad un pieno sviluppo dell'uomo; .:. tale stato di perfezione è differente da persona a persona;

    • il compito dell'educazione è di accompagnare a tale pieno sviluppo le persone cui è rivolta .

Tale compito coincide con il fine della pedagogia. Trattandosi di uno stato di perfezione non può essere raggiunto, ma è necessario che orienti costantemente l'azione.

Ideale dell'educazione familiare

IDEALE
Felicità personale

Ideale è un modello di per se irrealizzabile. L'ideale di ogni educazione è la felicità umana.

La felicità "non può essere considerata un obiettivo, perché non può essere raggiunta con pienezza e perché ha il carattere generale ed orientativo tipico degli ideali, che corrispondono più ad aspirazioni che non a mete definibili con apposite strategie2 ".

L'ideale della pedagogia della famiglia è la felicità personale. La felicità passa per i piccoli gesti quotidiani, per il vivere il momento in cui si sta vivendo, senza angoscia per il passato e ansia per il futuro.

È necessario abitare il momento presente. La stessa fedeltà dei coniugi nasce e cresce nell'oggi.

Contenuto dell'educazione familiare

CONTENUTO
Stile di vita
atteggiamenti cultura personale

Il contenuto dell'educazione familiare è costituito dallo stile di vita. Ogni famiglia ha il suo stile di vita. Lo stile di vita è fatto di atteggiamenti e di cultura personale. Atteggiamenti sono modalità di relazionarsi con le cose e con le persone abbastanza stabili nel tempo e basate su convinzioni, coinvolgimento affettivo, volontà.

Sugli atteggiamenti si fonda lo stile di vita familiare, dal momento che sono alla base delle azioni più quotidiane della famiglia.

Per quanto concerne la cultura persona, essa va riferita ai tre significati del verbo latino colere da cui deriva la parola italiana cultura:

  • coltivare: è l'ambito del lavoro e del perfezionamento della propria conoscenza e dell'azione sulla realtà

  • coltivarsi: è l'ambito del perfezionamento personale e delle qualità umane nella propria vita

  • rendere culto: è l'ambito del sapere nel suo massimo grado, la sapienza

CULTURA
dal latino
COLERE:

Coltivare

Fare

Lavoro

Coltivarsi

Agire

Qualità umane

Rendere culto

Sapre

Sapienza

Metodo dell'educazione familiare

METODO
padronanza di obiettivi nell'ambito


della crescita dell’educazione dell’istruzione

Padronanza è la capacità di maneggiare obiettivi. A proposito degli obiettivi è utile ricordare come essi siano subordinati ad altri elementi come fini, ideali e principi che concorrono a rendere gli obiettivi coerenti tra di loro e con la prospettiva di uomo nella quale si inseriscono.

Va anche rifiutata una certa ossessione per gli obiettivi, che ha preso la pedagogia degli ultimi anni. Gli obiettivi vanno riferiti ai tre ambiti della crescita, dell'educazione e della formazione.

Tecniche dell'educazione familiare

TECNICHE
padronanza di obiettivi nell'ambito
organizzativo economico decisionale affettivo

Le tecniche dell'educazione familiare sono basate sulla partecipazione in campo:

  • organizzativo. Non deve, però, a questo proposito, trattarsi di un incarico imposto e cioè non devono essere incarichi basati sul dovere. La ragazzina vuole andare a prendere il latte per vedere un potenziale fidanzato e può impegnarsi a farlo. Una buona organizzazione familiare si basa sui gusti, cioè su quello che le persone in famiglia desiderano fare. Naturalmente potrebbe essere necessario "correggere il tiro" di fronte al figlio meno propenso ad impegnarsi. Resta comunque centrale l'idea di assegnare gli incarichi sulla base dei gusti. Lo stile di una famiglia è diverso da quello di una caserma;

  • economico. Ci si riferisce alla possibilità che i figli partecipino alla gestione economica familiare. La partecipazione in campo economico si rivela particolarmente utile di fronte alle richieste dei figli di oggetti inutili o il cui costo è aumentato dal fatto di essere firmati: di fronte alla fissa della scarpa firmata è possibile chiedere di partecipare alla differenza con un oggetto di buona qualità privo di firma, il che presenta un valore nel campo della educazione ad un gestione oculata del danaro.

  • decisionale. Le decisioni vengono prese insieme tra i due genitori e in certa misura insieme ai figli, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che li vedono coinvolti (ad esempio la scelta di dove trascorrere le vacanze estive)

  • affettivo. La partecipazione affettiva vanno riferite agli eventi sia belli che brutti. Bisogna che i bambini partecipino nei limiti del possibile agli eventi, anche di impatto emotivo che avvengono in famiglia.

Strumenti dell'educazione familiare

STRUMENTI
Comunicazione gioco (otium) incarichi
  • La comunicazione è la messa in comune di idee, interessi, beni, servizi (communicatio vuoI dire mettere in comune, entrare in relazione). È necessario lavorare sui figli sia sul versante dell'ascolto - da cui deriva l'oboedienza, da ab audire) che sulla espressione.

  • Il gioco è per il bambino una attività vitale, attraverso il quale riesce ad affrontare realtà sgradevoli ed ansie. Non esiste il gioco 'educativo' in quanto il gioco è educativo per definizione.

L'invasione dello spazio del gioco da parte dell'adulto genera una perdita di interesse per il gioco da parte del bambino.

  • Riguardo agli incarichi è necessario aggiungere come essi necessitano di essere conformi ai gusti e alle predisposizioni della persona cui vengono assegnati secondo il principio di valorizzazione degli elementi positivi. È necessario che il genitore eserciti la propria autorità nel pretendere che l'incarico (scelto liberamente) venga effettivamente portato a termine. Possono essere assegnati incarichi diversissimi gli uni dagli altri, dal momento che vanno rapportati ai gusti delle persone.

Le qualità umane riguardano la relazione interpersonale. La relazione è il contesto in cui si svolge l'educazione familiare. Per questo motivo vengono trattate margine dello schema che va dai principi alle tecniche presentato in testa al presente capitolo.

Fino ai quattro anni non esiste uno sviluppo autonomo delle qualità umane, ma piuttosto l'interiorizzazione delle qualità umane dei genitori. Tale interiorizzazione avviene in modo incrociato: i bambini interiorizzano le qualità umane della madre, e le bambine del padre. Questo rivela l'importanza che all'interno della famiglia siano presenti una figura maschile e una femminile.

Le qualità umane si sviluppano in famiglia. Fino alla metà del '700 venivano studiate attraverso l'osservazione; mentre dall'800 in poi il loro studio è stato abbandonato.

A proposito delle qualità umane è necessario introdurre due premesse:

  • Siamo in una prospettiva di tipo antropologico. Stiamo guardando alla realtà dell'uomo in un'ottica di perfezionamento delle sue caratteristiche finalizzata alla felicità. Perfezione va ricondotto al verbo latino perficere, che vuol dire compire. Un uomo perfectus è un uomo compiuto, in cui cioè, le qualità umane sono giunte a maturazione.

  • Le qualità umane sono un giusto mezzo tra vizi contrapposti e vanno considerate nel loro complesso. Ad esempio, essere capaci di gratitudo e non di vindicatio genera squilibri nella relazione.

Gratitudo e vindicatio
Gratitudo e vindicatio sono caratteristiche del fidanzamento

Gratitudo è la capacità di dire grazie. La capacità di essere grati ad una persona perché si è ricevuto qualcosa e di sentirsi di conseguenza debitori. La forma più alta e perfetta di gratitudo è nell'essere grato senza che si sia ricevuto (ringraziare non per quello che l'altro ti ha dato, ma per quello che l'altro è, il che nell' esempio dei fidanzati si può riassumere nella frase 'ringrazio il cielo perché esisti'.

Vindicatio significa far valere dei diritti. Se c'è una relazione questo implica diritti reciproci. È necessario comunque precisare che siamo nell'ottica di un diritto dell'altro, del dare all'altra persona quello che gli spetta. Il fatto che qui si ponga l'accento sui diritti reciproci e non sui doveri di ognuno è intenzionalmente legato alla volontà di proporre una prospettiva che vede la relazione non come scambio di qualcosa che mi è dovuto e di qualcosa che devo restituire, ma come rapportarsi all'alterità che, in quanto persona, è dotata di una propria peculiare dignità.

Veritas, affabilitas, Iiberalitas
Veritas: può essere tradotta con autenticità e spontaneità. Un corollario di questa qualità umana è il saper ammettere di essersi sbagliato, il che deriva dal fatto di sapere di essere perfettibili e ammetterlo: una statua può essere perfetta, ma se cade si rompe; al contrario la persona che cade si rialza. Autenticità è diverso da verità selvaggia che offende le persone perché è un giusto mezzo e perché va conciliata con le altre qualità umane;

affabilitas può essere tradotta come cortesia. Un aspetto rilevante nel campo dell'educazione familiare è che essa deve essere reciproca tra genitori e figli. Il genitore, infatti, deve essere in grado di esprimere nel proprio comportamento, soprattutto nella relazione con il figlio, la affabilitas che richiede al figlio;

liberalitas è la capacità di donare cose. A questo proposito va sottolineata l'opportunità, in ambito familiare, di scambiarsi doni aldifuori dei periodi canonici, in cui sembra ci sia un obbligo di questo tipo;

Pietas, observantia, honor, liberalitas

Pietas ha a che fare con l'appartenenza ad un gruppo familiare, professionale, ecc. Tale senso di appartenenza porta a conoscere le proprie origini e a valorizzarle. È la qualità umana di chi sa di non provenire dal nulla e intende valorizzare le proprie radici. Nella cultura tradizionale napoletana esiste la domanda 'a chi appartenete?' per designare la provenienza familiare. Appartenere va inteso nel senso del verbo latino pertinere, 'riferirsi a qualcuno a qualche cosa, riguardare, appartenere, avere a che fare, avere attinenza'3 ;

Observantia è il rispetto per la potestas. La potestas è il ruolo sociale che una persona ricopre. Chi è investito di potestas dovrebbe considerare di averla ricevuta e non guadagnata. Observantia è il rispetto per il ruolo che ci si trova a compiere;

una considerazione per certi versi opposta va fatta, invece, per l'honor. Honor è il rispetto per la persona, la stima nei confronti di chi ha autorità.

Obbedienza si potrebbe tradurre con obbedienza, e si tratta della qualità umana che nasce dall'ascolto da parte di chi ha la potestas del sottoposto.

Leggi la prima parte dell'articolo

1 FIORAVANTI Giuseppe, Pedagogia dello studio. Considerazioni e spunti per una pedagogia del desiderio, L'Aquila Roma, Japadre Editore, 2003, pp .. 191 - 192

2 FIORAVANTI Giuseppe, La famiglia istituzione educativa, L'Aquila - Roma, Japadre, 1993, p. 63

3 D'ARBELLA E., ANNARATONE A., Vocabolario Latino -Italiano -Latino, Milano, Signorelli, 1950, pag. 827

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