Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
27/06/2008
Abstract
Piero Gobetti, ne “La Rivoluzione Liberale”, auspica un profondo rinnovamento della società italiana, in cui vede operare forze che fungono da ostacolo alla piena realizzazione del suo ideale. Tra questi corpi sociali indica la Chiesa Cattolica, assieme ad una parte dei cattolici impegnati nella vita politica.

La prospettiva del libro di Gobetti è essenzialmente liberalsocialista. Tuttavia, vi è una parola chiave in questo libro: individuo. Ciò che più ripugna nel pensiero gobettiano è la compressione dei suoi spazi di autonomia. Egli però avversa ogni forma di “familismo amorale”, sottolineando la pregnanza che ha la “libertà nello Stato”, cioè gli obblighi che ciascuno ha nei confronti della collettività. Sotto questo aspetto, l’opera del pensatore torinese differisce dal Socialismo liberale di Carlo Rosselli, poiché quest’ultimo focalizza la propria attenzione prevalentemente sui rapporti col marxismo, mentre il saggio gobettiano ha un aspetto quasi sociologico: ne costituiscono la spina dorsale le riflessioni sui caratteri della politica italiana.

Il ritratto che emerge dalla trattazione è estremamente realistico. Vi viene descritta un’Italia fortemente avviluppata nei particolarismi dei ceti politici e dirigenti, che hanno una concezione “feudale” della Cosa Pubblica. Ciò che conta per Gobetti è infatti la libertà individuale, in una società che si declini in infinite manifestazioni di autonomia delle idee, e per cui il clientelismo costituisce un ostacolo alla sua realizzazione.

Questi giudizi pessimistici sono rivolti anche nei confronti di una certa parte del mondo cattolico. Gobetti, divide infatti i Cattolici italiani in due categorie: Cattolici liberali e Cattolici sociali. Mentre i primi sono espressione di un cattolicesimo moderno e senza compromessi, i secondi esprimono una visione illiberale e clericale, che secondo l’autore sarebbe espressa dagli scritti di Giuseppe Toniolo.

Il cattolicesimo di don Sturzo, e quello di Toniolo, darebbero vita a due prospettive antitetiche. Quella dei Popolari – verso cui nutre anche alcune riserve – ricollegandosi idealmente alla tradizione del cattolicesimo liberale ottocentesco, costituirebbe una sorta di “coscienza critica” nei confronti della Chiesa. Essi rappresentano un partito non cattolico, ma di cattolici, i quali scelgono di competere liberamente nell’arena politica con le proprie proposte. Quello di don Sturzo sarebbe un “liberalismo di fatto”, che consentirebbe l’emancipazione dei cattolici italiani.

Verso il cattolicesimo sociale di Toniolo, Gobetti esprime delle critiche profonde. Analogamente al liberalismo di molta borghesia italiana, sarebbe una forma di pensiero ammantata di democrazia, ma che nasconderebbe al suo interno velleità corporative. Ciò viene riscontrato dall’autore nella dimensione cooperativistica del pensiero dell’economista cattolico. Questa dimensione, apertamente esprimerebbe un’attenzione verso i ceti sociali più svantaggiati, ma nasconderebbe il timore che il laissez-faire economico, trascini con sé anche una maggiore dissidenza nei confronti della religione cattolica.

Vi sarebbero, perciò due cattolicesimi distinti: uno che vorrebbe far leva dal basso per trasformare la società; l’altro, conservatore e paternalista, travestendosi di intenzioni positive, finirebbe in realtà per conservare lo status quo sociale e politico.

Il giudizio nei confronti di una parte del cattolicesimo, non è perciò affatto lusinghiero. Occorre però sottolineare come la situazione vissuta da Gobetti fosse molto differente da quella odierna. Egli infatti critica la connivenza col potere di un certo cattolicesimo, che per tutelare le proprie prerogative, si ripiega su stesso, diventando autoreferenziale. In questo senso, forse egli si ricollega ad alcuni aspetti di un cristianesimo anticipatore del liberalismo e della democrazia. Al lettore di oggi, la laicità di Gobetti, consegna perciò un messaggio che comporta autonomia e indipendenza di giudizio, e, allo stesso tempo, impegno nel rispetto dell’alterità.

Piero Gobetti, La Rivoluzione Liberale. Saggio sulla lotta politica in Italia, Einaudi, Torino, 1995 pp. LXIV-190, euro 6, 71