Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
18/07/2008
Biografia
Amos Luzzatto, biblista, medico e scienziato da sempre impegnato ad applicare le regole matematiche nelle ricerche cliniche, è stato presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane e direttore della “Rassegna mensile di Israele”. È autore di numerosi saggi sulla storia dell’ebraismo italiano, sull’identità ebraica e sull’ermeneutica ebraica. Tra le sue pubblicazioni, “Il libro di Giobbe” (1991); “Oltre il ghetto” (1992); “Una lettura ebraica del Cantico dei Cantici” (1997); “Il posto degli ebrei” (2003); “La leggenda di Concobello” (2006).
Abstract
Amos Luzzatto, a colloquio con Francesca Nodari, avvalendosi di più linguaggi, dal filosofico all’epistemologico, al matematico allo storico, illustra il suo punto di vista su temi controversi e sempre d’attualità, tra i quali il significato dell’essere laici.

«A proposito di laicità» costituisce una conversazione tra Francesca Nodari e Amos Luzzatto, uno dei maggiori ebraisti della seconda metà del Novecento: letteratura She’ elut e-thesuvot (dei responsi), per dirla con le parole di Paolo De Benedetti, autore della prefazione.

Il testo riunisce una molteplicità di tematiche che toccano sia argomenti apparentemente più speculativi, sia considerazioni su problemi etici di perenne attualità: fenomenologia del debole, analisi di coppie di concetti quali delega/consapevolezza, amore/odio, bene/male, laicità, negazionismo, la tematica amorosa nella Bibbia, il contrasto tra etica e giurisprudenza, la qualità e la sacralità della vita.

Da par suo Luzzatto, nel rispondere alle puntuali domande della curatrice del libro, non limita il colloquio nelle strette di un discorso filosofico, ma, proprio per dare forza alle sue argomentazioni, sempre con riferimenti all’esegesi biblica, in ogni pagina racconta episodi della sua vita, dell’identità di ebreo e di studioso umanista, sintesi di scienziato e letterato.

Per capire il significato del libro e anche il suo titolo “A proposito di laicità”, come ancora di ricorda De Benedetti, non dobbiamo dimenticare che «l’ebraismo è una condizione umana tutta intessuta, fin dalle origini bibliche, di domande e risposte».

In questo senso va interpretata la laicità del titolo e di conseguenza l’ebraismo vissuto da Luzzatto: una religione “laica” in cui la pluralità non si limita neppure di fronte ai riti.

E poi – continua – il pluralismo trae origine proprio dalla discussione a coppie della discussione talmudica.

In altri termini: studia, dibatti, confrontati e infine, se vuoi decidere, decidi.

«A volte non si perviene neppure ad una conclusione. Si dice “tequ” (sospeso) e si lasciano le cose come stanno. Il che vuol dire che è possibile anche non decidere. Elemento che, in una religione di carattere non laico, sarebbe impensabile» (pag. 85).

In questo senso Luzzatto ha voluto intendere la laicità in dialogo con la religione come un modo di proporsi della stessa e non come un qualcosa in contraddizione col proprio credo.

Una visione laica, negazione del dogma, che coincide con la ricerca della verità e il rispetto: il laico vero accetta l’idea non tanto che vi siano molte verità ma che vi possano essere sentieri diversi che conducano alla stessa meta.

Ne consegue che il religioso, sulla scorta di questa interpretazione, può essere laico, e il non religioso può essere dogmatico; mentre il relazione alla querelle laicità-laicismo, Luzzatto volutamente non si pronuncia: il rischio – dice - è sempre quello di giocare con le parole fino a sconfinare nel mero nominalismo.

Anche il discorso sul negazionismo, antitesi della pluralità, viene affrontato in rapporto alla laicità: alla domanda se questo non sia altro che l’antisemitismo moderno, Luzzatto risponde ricordando quanto affermò Goebbels («Vedrete quanto poco tempo impiegheremo a scardinare le democrazie occidentali facendo uso dell’antisemitismo») ed interpreta il fenomeno proprio come strumento di dominio. Esempio significativo è il convegno sulla negazione della Sho’ah svoltosi nel 2006 a Teheran.

Come anticipato sono molti gli argomenti qui affrontati da Luzzatto e lui stesso si è definito “dispersivo”. Quest’ultima espressione può essere letta in senso positivo, alla luce del suo definirsi laico: la comprensione che per rapportarsi alla realtà non esiste un solo linguaggio e che, di conseguenza, è possibile vivere la fede in «un ebraismo in cui trova una posizione del tutto legittima la laicità».

Amos Luzzatto, A proposito di laicità. Dal punto di vista ebraico, a cura di F. Nodari, 2008 Effatà Ed., pp. 128, 10,00 €.