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Recensione
12/06/2008

L'opera Forcella tra inclusione ed esclusione sociale è scritta da Luigi Merola, parroco che si è sempre impegnato affinché si acquisisse una crescente sensibilità verso i temi della legalità.

Il testo è frutto di uno studio accurato della realtà del rione napoletano di Forcella in cui è presente un alto tasso di criminalità: l'autore vuole offrire i risultati di una ricerca, il cui oggetto d'analisi riguarda non solo i fatti, evidenti a tutti, ma anche le problematiche e le dinamiche che vi sono dietro. La tesi di fondo dell'autore è che le realtà criminali non devono essere considerate come un problema di sicurezza, ma dev'essere destinato a esse un programma che sconfigga la povertà. Principio che fa da cornice all'intera opera è che delinquenti non si nasce, ma si diventa con il tempo, a causa di diversi fattori di ritardo e di povertà che portano a una situazione di disagio complessivo. Merola parla di povertà in un senso molto lato, intendendo non solo la povertà materiale, ma anche e soprattutto la povertà culturale ed educativa.

La prefazione dà la possibilità di comprendere come Merola ponga un'attenzione particolare a tutti i bambini che vivono in una situazione di disagio complessivo: è' necessario infondere in essi non l'illusione, ma la speranza di poter condurre una vita sicura e ricca e questo è possibile ottenerlo offrendo loro una buona cultura di base. Merola afferma che al grido delle persone povere e in difficoltà non si può stare indifferenti e quindi la stessa Chiesa ha il compito di offrire loro un sostegno vero e questo perché non è certo con l'elemosina o un tozzo di pane che si risolve il problema della povertà, perché i bambini hanno bisogno di certezze.

Nell'introduzione si entra già nel merito del lavoro di ricerca, frutto della continua attività di assistenza ai poveri svolta da Merola; si espone qui un'idea di fondo, vale a dire che dato che delinquenti non si nasce, ma lo si diventa, è necessario compiere una lotta alla povertà che ponga le fondamenta nella cultura e nell'educazione.

Il primo capitolo riguarda l'esclusione sociale in generale. Merola introduce tale tema offrendo diverse definizioni che permettono di avere più chiara la questione e mettere in primo piano il senso della ricerca: la camorra a Forcella non è un problema che si può affrontare esclusivamente denunciando la situazione di violenza, ma anche facendo un discorso più ricco e complesso che riguarda le problematiche legate alla povertà e alla devianza; inoltre definire il concetto di esclusione sociale permette di capire meglio di cosa si sta parlando ed è un modo per vedere con gli occhi di Merola e di tanti altri studiosi autorevoli il problema dell'esclusione e capirne le relative problematiche.

Il secondo capitolo riguarda il quartiere di Forcella e vuole fotografare tale realtà per offrire al lettore una visione più chiara del problema: Forcella che cos'è? Qual'è la sua storia? L'ISTAT che fotografia offre di Forcella e quindi quali informazioni può dare riguardo questa realtà? Ricostruire la storia di Forcella e le principali caratteristiche significa presentare uno spaccato temporale e di qualità del problema camorra, offrendo un quadro più ricco della realtà di Forcella.

Il terzo capitolo riguarda la ricerca da lui svolta, la quale è suddivisa in quattro fasi principali: il questionario, il campionamento, l'analisi di tutte le informazioni che si sono raccolte e le interviste. Merola offre in questo capitolo una descrizione minuziosa, esauriente e i risultati a cui si è pervenuti; il risultato più importante emerso è che criminalità e istruzione sono spesso in un rapporto inversamente proporzionale, per cui meno cultura c'è, maggiore può essere il tasso di criminalità. Scopo della ricerca era quello di far emergere le varie dinamiche che sono dietro alla questione povertà e capire l'insieme dei fattori che ha portato a una situazione di degrado materiale e culturale.

Il quarto capitolo descrive le varie interviste svolte da Merola: egli ha intervistato otto donne e due uomini; anche se le donne si sono mostrate più disponibili degli uomini a fare l'intervista, di fatto hanno voluto dire determinate cose solo a registratore spento.

Il quinto capitolo cerca di mostrare come la Chiesa può intervenire nella realtà criminale di Forcella. Si fa in questo capitolo una riflessione su quali possono essere le soluzioni pratiche al problema del disagio sociale e della devianza.

Nella parte dedicata alle conclusioni Merola fa il punto della situazione per mettere insieme le idee principali trattate nel corso dell'opera e farne quindi una sintesi esauriente.

La bibliografia offre un ventaglio di scelte per saperne di più e la possibilità di capire come s'è documentato lo stesso Merola per lo studio del problema camorra e più in generale dell'esclusione sociale e per la scrittura poi di tale opera.

L'appendice offre, infine, le interviste svolte da Merola, in modo che il lettore possa consultare di persona le domande poste da Merola e le risposte date da parte degli intervistati.

Luigi Merola, Forcella tra inclusione ed esclusione sociale, A. Guida Editore, Napoli 2007, pp. 164, euro 10,00.

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