Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

DOCUMENTI
RECENSIONI
INTERVISTE
ARCHIVIO
FORUM
Recensione
12/06/2008

Il racconto-saggio Gomorra è scritto da Roberto Saviano, giornalista, scrittore e ricercatore dell'Osservatorio sulla camorra e l'illegalità. Saviano ha vissuto e vive tuttora a Napoli e vuole, con questo suo libro, offrire al pubblico di lettori una sua testimonianza diretta riguardo a una realtà, quella della camorra napoletana, che spesso non viene fatta conoscere dai tradizionali canali di comunicazione e questo anche perché Saviano solo, con un'esperienza diretta, può mostrare a tutti uno spaccato di vita che difficilmente si potrebbe possedere se non avendo appunto vissuto in quella precisa realtà.

E' necessario innanzitutto dire una cosa: Gomorra è un libro difficilmente definibile ed etichettabile; non lo si può di certo definire un romanzo vero e proprio, né un saggio scientifico; questo fa capire quanto sia un libro complesso, ricco, innovativo e sfuggente a qualsiasi forma di classificazione tradizionale: d'altra parte è la prima volta che un argomento di cronaca abbia un carattere letterario e approfondito, si potrebbe quasi osare dire una forma "romanzata", e riscuota un tale successo di pubblico. Si è di fronte a un resoconto di fatti di cronaca unendoli insieme e proponendoli come storia raccontata. Si può dire che Gomorra è di più: Saviano "fotografa" la realtà camorristica a Napoli e descrive i numerosi fatti con una tale accuratezza e precisione di dettagli da offrire al lettore una visione chiarissima di una realtà che potrebbe risultare difficile da comprendere. Saviano mette a disposizione del lettore un'esperienza di vita, la sua esperienza di vita; ma c'è di più: in questo libro si parla di camorra affrontando l'argomento da diverse angolazioni, come ad esempio la parte dedicata alle donne, per non parlare poi della parte di "Hollywood" che fa comprendere in che modo i "mafia movies" abbiano influenzato molti camorristi napoletani.

Saviano in sostanza, con quest'opera, è come se per l'appunto "fotografasse" la realtà camorristica di Napoli: si parla di "fotografia" perché il linguaggio usato da Saviano è talmente realistico e allo stesso tempo accurato da presentare al lettore immediatamente la situazione com'è, senza usare riferimenti indiretti o mezzi termini, ma dicendo le cose come stanno; Saviano crede profondamente nel potere della parola e nella sua efficacia comunicativa e vuole usarla come strumento per far conoscere cose che altrimenti rimarrebbero ignorate o comunque conosciute per sentito dire.

C'è un'idea di fondo che torna in tutto il libro e che di fatto vuole costituire il principio cardine di tutto il suo lavoro: la camorra è un vero e proprio sistema o per meglio dire è "Il Sistema", con una sua organizzazione interna, la quale è più ramificata ed estesa di quello che si può pensare. Essendo un sistema ben strutturato, il mondo della camorra prevede precise regole, anche se forse è meglio parlare di patti, e chi non li rispetta, prima o poi la sconta amaramente.

Un elemento importante emerge dall'opera, vale a dire che il sogno della camorra napoletana è il dominio economico: questo è ben evidente nel capitolo sulla guerra di Secondigliano, dove s'afferma che la regola di base dei camorristi è vincere, vincere ad ogni costo e superare i vari ostacoli che possono intralciare il percorso di crescita ed espansione economica.

Il libro è diviso in due parti principali:

1. emerge già nella prima parte l'apertura mentale di Saviano che si può notare non solo per la sua disponibilità a rendere noti i suoi fatti di vita, ma anche per il fatto che dedica un capitolo intero alle donne; donne e camorra in che rapporto sono? Saviano vuole offrire il loro punto di vista, descrivendo anche la realtà di Forcella e l'omicidio di Annalisa Durante, una ragazza innocente uccisa all'età di quattordici anni il 27 marzo 2004 perché, senza saperlo, era nel posto sbagliato e al momento sbagliato e si è trovata in mezzo a uno scambio di spari; il trasporto emotivo con cui si racconta l'omicidio di Annalisa è il trait d'union più evidente tra Saviano e Luigi Merola, parroco che si occupa da anni dei problemi della criminalità e della devianza a Forcella e che ci comunica l'orrore e l'indignazione per l'omicidio di una giovane ragazzina innocente, per l'appunto Annalisa Durante;

2. nella seconda parte un'idea ripercorre varie pagine, vale a dire il potere della parola, per Pasolini sì, Don Peppino sì, ma per lo stesso Saviano; nel capitolo Cemento armato lo scrittore più volte e con toni martellanti afferma: «Io so e ho le prove»; Saviano non solo sa, ma vuole usare la parola come strumento di denuncia sì, ma anche e soprattutto di conoscenza; se lui sa, allora anche tutti i suoi lettori devono sapere. Ad esempio Don Peppino usò come unico strumento la parola perché voleva spezzare il silenzio e far conoscere i fatti a tutti e fu proprio la parola la sua condanna a morte. Nonostante ciò, persone come lui hanno permesso di conoscere realtà altrimenti difficilmente accessibili ed è necessario quindi esserne grati.


Roberto Saviano, Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, Mondadori, Milano 2006, pp. 331, euro 12,40.

torna al dossier sulla mafia