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05/10/2007

Il saggio, pubblicato nella collana Transizioni di ManifestoLibri propone un’innovativa quanto sottile lettura della società globale contemporanea

Attraverso un’analisi sociologica delle dinamiche fondanti del cosiddetto “modello mafioso”, Luigi Cavallaro identifica una pertinente e preoccupante analogia con la realtà mondiale: entrambe si fondano infatti sulla caratteristica determinante dell’offerta di un prodotto molto particolare quale la protezione.

Essa è da intendersi, nel caso delle società mafiose, come vera e propria tutela e difesa da estorsioni ed atti criminosi, sia internamente alle numerose famiglie mafiose che “stipulano un patto di non belligeranza”, sia nei confronti delle entità rispondenti alla società civile e statale operanti sul territorio interessato dalla mafia.

Nella società globale, l’offerta di protezione si colloca su una scala di maggiore ampiezza determinata dall’ingerenza decisionale ed esecutiva degli stati predominanti. Questi, in tale contesto, si ergono a garanti della stabilità mondiale sul piano economico e operativo comportandosi come arbitri dei conflitti.

Il volume evidenzia e spiega come i processi e gli equilibri che caratterizzano Cosa Nostra, individuati con l’ausilio di un’attenta analisi economica, supportata peraltro dall’avvincente teoria dei giochi, siano, se non propriamente mutuati dal suddetto modello, una sorta di naturale e inevitabile evoluzione di percorsi e rapporti transnazionali maturati senza controllo e privi del fondamentale supporto delle istituzioni pubbliche.

Prendendo le mosse dalla descrizione dei rapporti che vigono e ordinano le società mafiose, create extra legis ma operanti nell’ambito della società civile, Cavallaro giunge a spiegare come la fondazione di organismi sovranazionali, costituiti allo scopo di sorvegliare e regolamentare transazioni fra stati sovrani  ripropongano affini, se non identiche, modalità d’azione.

In tal modo emerge apertamente l’impressionante contraddizione del sistema globale con le sue infinite possibilità offerte da un immenso teatro d’azione che, tuttavia, non riesce a garantire un corretto svolgimento degli atti.

Lontano da giudizi di valore circa l’attuale situazione mondiale, osservata sotto ogni profilo, economico quanto sociale, politico quanto finanziario, Cavallaro mette in luce i numerosi tentativi operati per far funzionare il sistema globale.

Infatti, se da un lato si riscontra un ventaglio di opportunità di commercio e di scambi pressoché infinite, dall’altro diventa ogni giorno più complicato fruire di esse e mantenere la pace e l’equilibrio necessari al suo corretto funzionamento.

Da qui si dipana la descrizione delle numerose contraddizioni interne, quali ad esempio la nascita di organizzazioni non governative (Ong) che si prefiggono il compito di tutelare e salvaguardare i sud del mondo e quei popoli e sistemi che nei rapporti commerciali esercitano un potere di gran lunga inferiore ad altri.

La tutela dei diritti dei più deboli, degli stati-nazione che si collocano in una posizione minoritaria e talvolta di sfruttamento viene infatti esercitata da enti che nascono e si nutrono dei capitali e delle leggi di quegli stati che decidono contrariamente alle finalità dei propri protetti.

Uno dei punti cardine del saggio è la teoria della fiducia che, accanto alla vendita di protezione mutuata dal modello mafioso, rappresenta una sorta di chiave di volta e offre la possibilità di risolvere ed evitare quei conflitti internazionali che necessariamente verrebbero a determinarsi in assenza di giudici imparziali e regolamentazioni ecumenicamente valide (fiducia intesa come attribuzione di potere di intervento non esercitato e ricambiato da rapporti di scambio più vantaggiosi).

Organismi quali l’Fmi (fondo monetario internazionale) non riescono ad esercitare un’azione imparziale e finiscono con l’accontentare quei paesi dotati di un maggiore peso economico e finanziario.

Lungi, e ben oltre dalle teorizzazioni sull’impero, il testo dimostra come questo non riesca a risolvere e governare il proprio frutto. Da qui discende lo spettro della guerra, preventiva o difensiva o talvolta mera necessità di fatto per ristabilire equilibri che sono venuti a mancare.

Un’opera straordinariamente interdisciplinare che si avvale dell’excursus storico e passando dall’impero carolingio al caos del Leviatano hobbesiano apre la strada a riflessioni doverose sulla necessità di ripensare e trovare nuovi equilibri per la contemporaneità.

Luigi Cavallaro, Il modello mafioso e la società globale, ed. ManifestoLibri, Roma 2004, pp.144, € 14,50.

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